Sfatiamo 5 falsi miti sulla manutenzione da parte di terzi

Nel 2019, il governo degli Stati Uniti ha speso fino all’80% dei 90 miliardi di dollari del proprio budget IT 1 per la sola manutenzione dei sistemi legacy esistenti. Sebbene sia spesso l’elemento più oneroso dei bilanci IT, la manutenzione sta diventando sempre più cruciale per evitare perdite di fatturato e di produttività in presenza di una maggiore complessità dell’infrastruttura, di sistemi multi-vendor e di crescenti minacce alla sicurezza informatica.

Molto spesso, a causa della portata delle attività e degli strumenti richiesti, le organizzazioni si affidano ai produttori di apparecchiature originali (OEM) per eseguire gli aggiornamenti software, le patch e le riparazioni meccaniche necessarie. Tuttavia, man mano che gli asset invecchiano, l’assistenza degli OEM diventa più costosa, più restrittiva e finisce per gravare maggiormente sui budget IT.

Poiché la manutenzione dell’hardware è ormai considerata un’attività IT non strategica, i CIO stanno esplorando nuove strade per evitare inutili spese post-garanzia e riorientare le proprie risorse verso l’innovazione con alternative economicamente vantaggiose. Tra queste, la manutenzione di terze parti (TPM), che offre un’assistenza analoga a prezzi fino al 70% inferiori a quelli dei produttori OEM.

Nonostante questi evidenti vantaggi, alcune convinzioni errate impediscono alle aziende di effettuare il passaggio alla TPM. Di seguito analizzeremo cinque di questi miti.

Mito: La manutenzione delle apparecchiature esistenti è più costosa dell’acquisto di nuove apparecchiature.

Un’idea sbagliata comune riguardo alla TPM è che la manutenzione delle apparecchiature sia più costosa rispetto all’aggiornamento con il nuovo. Ciò è dovuto al fatto che, mentre gli OEM offrono un’assistenza comprensiva o economicamente vantaggiosa per i nuovi acquisti, una volta che viene rilasciata la End of Life (EOL) questa diventa sempre più costosa e restrittiva. Inoltre, alcuni ritengono che le apparecchiature più vecchie e post-garanzia siano soggette a guasti, che possono causare tempi di inattività e riduzione della produttività, con conseguente perdita di fatturato.

Al contrario, la TPM aiuta le aziende a ridurre il costo totale di proprietà (TCO) e ad aumentare il ROI, eludendo i cicli di aggiornamento restrittivi e i costosi oneri di assistenza, mantenendo le apparecchiature dopo la garanzia e la fine della vita utile (EOSL). Con accordi di livello di servizio personalizzabili, i fornitori di TPM consentono ai clienti di pagare solo per lo specifico supporto richiesto, offrendo risparmi fino al 70% rispetto agli OEM. E i vantaggi non sono solo economici: prolungando la vita degli asset esistenti, le aziende possono ridurre significativamente la loro produzione di rifiuti elettronici e le emissioni di CO2.

Mito: la TPM non è in grado di eguagliare il livello di supporto fornito dagli OEM

Alcune aziende potrebbero ritardare il passaggio a un fornitore di TPM, in quanto dubitano che sia in grado di eguagliare il livello di supporto fornito dagli OEM. Questi ultimi infatti inducono i professionisti IT a ritenere che il loro servizio sia superiore a qualsiasi alternativa.

In realtà, i fornitori di TPM possono eguagliare o superare il livello di assistenza degli OEM grazie a funzionalità incentrate sul cliente, come l’avvio e il monitoraggio dei ticket in tempo reale e la personalizzazione dei servizi in base alle esigenze specifiche dei clienti, fornendo risposte rapide e mirate per risolvere i problemi in modo tempestivo ed efficace per garantire sempre la continuità aziendale.

Un altro vantaggio è rappresentato dai contratti TPM flessibili, con contratti a breve e a lungo termine, contratti di livello di servizio (SLA) personalizzabili e opzioni di supporto che includono l’analisi dei problemi, la segnalazione dei progetti, la diagnosi e l’intervento in loco.

Inoltre, grazie alla collaborazione con i partner locali, la TPM offre una maggiore copertura geografica e un’assistenza in loco più rapida, con la consegna tempestiva dei pezzi di ricambio ovunque si trovino i clienti. Grazie a un unico punto di contatto, i clienti possono snellire i processi ed evitare di rivolgersi a più fornitori di servizi per la manutenzione di infrastrutture multivendor.

Mito: gli ingegneri TPM non hanno le stesse competenze degli ingegneri OEM

Alcune aziende potrebbero ritardare il passaggio poiché temono che le competenze degli ingegneri TPM non siano equivalenti a quelle degli OEM. Inoltre, il costo ridotto dei servizi TPM può indurre i CIO a dubitare della loro qualità e della capacità di supportare la complessità della loro infrastruttura.

Per contro, poiché gli OEM si occupano della produzione e della vendita di hardware, l’enfasi che pongono sulla manutenzione e, di conseguenza, sull’assistenza può essere limitata o marginale. Al contrario, gli ingegneri TPM sono altamente formati e competenti in tutti gli aspetti della riparazione meccanica dell’hardware e della manutenzione del software. Inoltre, mentre le competenze degli ingegneri OEM possono essere limitate ai prodotti del produttore, gli ingegneri TPM sono in grado di supportare server, storage, eapparecchiature di rete di diversi produttori e di risolvere quasi tutti i problemi di un’infrastruttura multi-vendor.

Mito: i tecnici TPM non hanno accesso agli stessi aggiornamenti del firmware e del software degli OEM

Con il passaggio a una soluzione TPM, i CIO possono temere di perdere l’accesso agli aggiornamenti del firmware/software e alle patch, col rischio di ridurre la sicurezza e la funzionalità dell’infrastruttura e mettere potenzialmente a repentaglio la produttività e la privacy.

Spesso, tuttavia, l’OEM rende disponibili gli aggiornamenti solo nei primi anni dopo il rilascio del prodotto, limitandoli al momento dell’EOL e infine interrompendoli al momento dell’EOSL. Pertanto, quando si tratta di prolungare la vita dell’hardware post-garanzia e post-EOSL, l’OEM non offre un accesso agli aggiornamenti superiore a quello offerto da una TPM. Tuttavia, se è richiesto un aggiornamento, i tecnici di TPM possono valutare la necessità e l’impatto di supportare l’hardware senza questi aggiornamenti e consigliarvi la soluzione migliore per la vostra azienda.

A questo proposito vengono compiuti progressi verso l’approvazione di una normativa che renda obbligatorio l’accesso agli aggiornamenti dopo le date di EOL/EOSL. Nella Direttiva EcoDesign 2021 dell’Unione Europea2, gli OEM sono ora obbligati a rilasciare gratuitamente l’ultimo aggiornamento di sicurezza del firmware per un minimo di otto anni dopo il rilascio del prodotto, consentendo agli utenti di hardware e alle TPM di garantire meglio il funzionamento, l’efficienza e la sicurezza delle apparecchiature.

Mito: i componenti di seconda mano non offrono la qualità e l’efficienza di quelli nuovi

Alcuni ritengono che gli asset ricondizionati utilizzati per riparare le apparecchiature IT non siano all’altezza della qualità del nuovo e che solo gli OEM possano fornire i giusti ricambi.

In realtà, gli asset ricondizionati utilizzati per le riparazioni TPM sono rigenerati e rigorosamente testati da ingegneri appositamente formati ed esperti per eguagliare la qualità elevata dei componenti nuovi e prolungare la vita degli asset esistenti per molti anni.

Inoltre, il recupero e il ricondizionamento di parti funzionali provenienti da abbondanti scorte di hardware dismesso fa sì che i fornitori di TPM dispongano di enormi scorte di un’ampia gamma di pezzi di ricambio di diversi produttori (Evernex ne ha oltre 850.000 in magazzino), alcuni dei quali non sono più disponibili per l’acquisto da parte degli OEM. Attingendo alle scorte esistenti di asset ricondizionati, i clienti TPM sono anche in grado di evitare la scarsità di prodotti e componenti e i lunghi tempi di consegna.

Non solo: poiché i fornitori di TPM dispongono sovente degli stessi componenti dei principali produttori, gli OEM spesso collaborano con servizi indipendenti multi-vendor per garantire l’accesso ai ricambi più adatti.

Passate alla TPM e salvate il vostro portafoglio e il pianeta

Nonostante i miti che circondano la manutenzione di terze parti, sempre più aziende adottano questa soluzione per ottenere i vantaggi economici e ambientali di cui abbiamo parlato. Tanto che Gartner3 prevede che i fornitori di TPM inizieranno a competere principalmente tra loro, piuttosto che con gli OEM, per aggiudicarsi il 60% dei contratti.

In qualità di fornitore leader di TPM, Evernex può aiutarvi a unirvi alle numerose aziende che ottimizzano il valore dei loro asset con una manutenzione da parte di terzi di alta qualità ed economicamente vantaggiosa.

Contattateci per parlare con uno dei nostri esperti.

Fonti

    1. Information Technology: Agencies Need to Develop Modernization Plans for Critical Legacy Systems.’ U.S. Government Accountability Office. June 11, 2019. Information Technology: Agencies Need to Develop Modernization Plans for Critical Legacy Systems | U.S. GAO
    2. The Ecodesign for Energy-Related Products and Energy Information Regulations 2021.’ Legislation.gov.uk. 2021. The Ecodesign for Energy-Related Products and Energy Information Regulations 2021 (legislation.gov.uk)
    3. Tenneson, Christina. 2016. ‘Key Trends in the Data Center and Network TPM Market.’ Gartner. 2016. PowerPoint Presentation (servicenetwork.org)

 

 

 

 

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